A tavola con Fleurie Les Moriers 2024
Pollame di Bresse arrosto, filetto di maiale alle prugne, torta salata all'anatra, quenelle di luccio in salsa Nantua, saint-nectaire.
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Fleurie Les Moriers 2024Domaine Anita
Il Fleurie Les Moriers del Domaine Anita proviene da una delle località più rinomate della denominazione Fleurie, nel cuore dei cru del Beaujolais, al confine con Moulin-à-Vent. Esposta a est, la parcella si estende a circa 230 metri di altitudine su un suolo granitico, roccia emblematica di questo cru. Questo terroir dà vita a un Gamay dagli aromi floreali e speziati fin dalla giovinezza.
La parcella è piantata con giovani vigne di Gamay, di circa cinque anni, condotte con un lavoro esigente e rese controllate per ottenere una materia concentrata. Come tutte le cuvée della cantina, questo vino è vinificato parcella per parcella dalla stessa Anita Neveu, in una tenuta di famiglia coltivata in modo ragionato, per rivelare fedelmente il carattere della località.
Questo vino rivela note di peonia, di violetta, di iris, di lampone, di amarena, di ribes rosso, di pepe bianco e di chiodo di garofano. Il granito imprime al bouquet un'espressione floreale e speziata, sostenuta da un frutto rosso croccante. In bocca la cuvée sviluppa tannini di sapore e finezza notevoli, una texture setosa e un finale fresco, delicatamente speziato.
Dove si viaggia?
Il BeaujolaisFrancia
Il Beaujolais si estende a nord di Lione, tra il Mâconnais e la valle dell'Azergues, sulle colline che dominano la pianura della Saona. Il clima è temperato, con influenze continentali e mediterranee: inverni freschi, estati calde e una buona esposizione dei pendii rivolti a est e a sud-est. Il nord del vigneto poggia su graniti rosa, scisti e antiche rocce vulcaniche, terra dei dieci cru come Morgon, Fleurie, Chénas, Moulin-à-Vent o Brouilly, mentre il sud, il paese delle Pierres Dorées, è fatto di argille e calcari. Il Gamay nero a bacca bianca vi regna quasi da solo, affiancato da un po' di Chardonnay per i bianchi. La regione si distingue per la vinificazione a grappoli interi, spesso in macerazione semicarbonica, che esalta il frutto, e per l'espressione dei cru, i migliori dei quali danno vini strutturati capaci di invecchiare bene.
La piccola storia del paese
Francia
Culla della cultura del vino nell’Europa occidentale, la Francia deve le sue prime viti ai Greci di Focea, stabilitisi intorno a Marsiglia circa ventisei secoli fa, prima che i Romani diffondessero la viticoltura lungo il Rodano, la Garonna e fino alla Champagne. Nel Medioevo furono i monaci cistercensi e benedettini a dissodare i pendii della Borgogna e a delimitare pazientemente i climats, gettando le basi della nozione di terroir. L’Ottocento porta la gloria delle classificazioni e poi la catastrofe della fillossera, che distrugge il vigneto prima della sua ricostruzione su portinnesti americani; la creazione delle denominazioni di origine controllata, negli anni Trenta del Novecento, fissa poi le regole che ispireranno il mondo intero. Oggi la Francia si contende ogni anno con l’Italia e la Spagna il primo posto mondiale per volumi e resta il riferimento assoluto del Vecchio Mondo, tanto per i suoi vini da invecchiamento quanto per i suoi modelli di vinificazione. Il vigneto copre quasi tutto il territorio, dal Nord fresco della Champagne e dell’Alsazia alle rive mediterranee della Linguadoca e della Provenza, passando per i climi oceanici di Bordeaux, della Loira e del Sud-Ovest, il clima continentale della Borgogna, i ripidi pendii del Rodano settentrionale e le valli d’altura della Savoia e del Giura. Questo mosaico di suoli, calcari, scisti, graves o ciottoli arrotondati, spiega la straordinaria diversità degli stili. Quanto ai vitigni, il Cabernet Sauvignon e il Merlot dominano il Bordolese e danno rossi strutturati, il Pinot Nero firma la finezza borgognona, il Syrah la profondità del Rodano, mentre il Grenache, il Gamay, il Cabernet Franc e il Mourvèdre declinano tutti i registri, dal vino di pronta beva al vino da lungo invecchiamento. Tra i bianchi, lo Chardonnay, il Sauvignon Blanc, lo Chenin, il Riesling e il Viognier offrono espressioni che vanno dal vivace e minerale all’untuoso, fino ai grandi vini dolci. Terra di riferimenti e di scoperte continue, la Francia resta la bussola degli appassionati di tutto il mondo.
Tutto su Fleurie Les Moriers 2024
A che temperatura servire Fleurie Les Moriers 2024?
Tra 15 e 17 °C.
Per quanto tempo si può conservare Fleurie Les Moriers 2024?
Potenziale di invecchiamento: da 5 a 10 anni, cioè fino al 2034 circa. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.
Quali vitigni compongono Fleurie Les Moriers 2024?
Vitigni: 100% Gamay. Origine: Beaujolais, Francia. Gradazione alcolica: 14%.
Con cosa servire Fleurie Les Moriers 2024?
Fleurie Les Moriers 2024 si abbina a formaggi a pasta dura, pesce bianco e carni bianche. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.
