A tavola con Zéro Blanc de Blancs Effervescent
Gougères al comté, carpaccio di capesante, tartare di salmone agli agrumi, blanquette di pollame, sfoglia sottile alle pere.
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Zéro Blanc de Blancs EffervescentChavin
La cuvée Chavin Zéro Blanc de Blancs Effervescent è elaborata dalla maison Chavin, con sede a Béziers, nell'Hérault, nel cuore della Linguadoca. Commercializzata con la denominazione Vin de France dealcolizzato, si basa su vini del sud della Francia, dove il clima mediterraneo, soleggiato e secco, rinfrescato dalle brezze marine, favorisce uve sane e aromatiche. Questa bollicina dealcolizzata proviene esclusivamente da chardonnay selezionati per la loro freschezza, garanzia di equilibrio e di eleganza una volta tolto l'alcol.
Diversi chardonnay dal profilo fresco vengono assemblati, pensati fin dall'origine per conservare il loro equilibrio dopo la dealcolizzazione. Una parte del vino affina in legno, apportando morbidezza, mentre un'altra viene mantenuta in stabulazione a freddo sulle fecce per guadagnare in ricchezza aromatica e in grassezza. L'insieme affina poi sulle fecce fini con regolari bâtonnage, prima di essere dealcolizzato e reso effervescente. Il risultato è un vino spumante senza alcol, strutturato e senza aromi aggiunti.
Questo vino rivela note di mela renetta, pera, limone, albicocca matura, susina Regina Claudia, pesca noce, pane tostato e nocciola tostata. La veste giallo dorato dai riflessi verdi annuncia un naso delicato ed espressivo, in cui i frutti a polpa bianca si affiancano a un tocco tostato tipico dello chardonnay. L'attacco è vivace e generoso, la texture pura ed elegante, sostenuta da bollicine fini, e il finale lungo e goloso si chiude su un piacevole tocco salino.
Tutto su Zéro Blanc de Blancs Effervescent
A che temperatura servire Zéro Blanc de Blancs Effervescent?
Tra 6 e 8 °C, ben fresco.
Per quanto tempo si può conservare Zéro Blanc de Blancs Effervescent?
Potenziale di invecchiamento: da 1 a 5 anni. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.
Quali vitigni compongono Zéro Blanc de Blancs Effervescent?
Vitigni: 100% Chardonnay. Origine: Linguadoca, Francia. Gradazione alcolica: 0%.
Con cosa servire Zéro Blanc de Blancs Effervescent?
Zéro Blanc de Blancs Effervescent si abbina a aperitivo, crostacei, formaggi a pasta dura e pesce azzurro. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.
Dove si viaggia?
La LinguadocaFrancia
La Linguadoca forma un vasto anfiteatro di vigne rivolto verso il Mediterraneo, dalle Costières de Nîmes fino alle porte di Carcassonne, passando per le Corbières, il Minervois, Faugères, Saint-Chinian e le terrazze del Larzac. Il clima mediterraneo è caldo e secco, con un forte soleggiamento, piogge rare e irregolari, e venti come la tramontana e il cers che asciugano il vigneto. Il rilievo va dalle pianure costiere alle garighe e ai contrafforti della Montagne Noire e delle Cevenne, su un mosaico di suoli: scisti, calcari, arenarie, ciottoli arrotondati e marne. Grenache, Syrah, Mourvèdre, Carignan e Cinsault dominano i rossi, mentre i bianchi danno ampio spazio a Roussanne, Marsanne, Vermentino e Grenache Blanc. La regione si distingue per la diversità dei suoi terroir e per una nuova generazione di vignaioli che ha fatto della Linguadoca uno dei vigneti più dinamici di Francia.
La piccola storia del paese
Francia
Culla della cultura del vino nell’Europa occidentale, la Francia deve le sue prime viti ai Greci di Focea, stabilitisi intorno a Marsiglia circa ventisei secoli fa, prima che i Romani diffondessero la viticoltura lungo il Rodano, la Garonna e fino alla Champagne. Nel Medioevo furono i monaci cistercensi e benedettini a dissodare i pendii della Borgogna e a delimitare pazientemente i climats, gettando le basi della nozione di terroir. L’Ottocento porta la gloria delle classificazioni e poi la catastrofe della fillossera, che distrugge il vigneto prima della sua ricostruzione su portinnesti americani; la creazione delle denominazioni di origine controllata, negli anni Trenta del Novecento, fissa poi le regole che ispireranno il mondo intero. Oggi la Francia si contende ogni anno con l’Italia e la Spagna il primo posto mondiale per volumi e resta il riferimento assoluto del Vecchio Mondo, tanto per i suoi vini da invecchiamento quanto per i suoi modelli di vinificazione. Il vigneto copre quasi tutto il territorio, dal Nord fresco della Champagne e dell’Alsazia alle rive mediterranee della Linguadoca e della Provenza, passando per i climi oceanici di Bordeaux, della Loira e del Sud-Ovest, il clima continentale della Borgogna, i ripidi pendii del Rodano settentrionale e le valli d’altura della Savoia e del Giura. Questo mosaico di suoli, calcari, scisti, graves o ciottoli arrotondati, spiega la straordinaria diversità degli stili. Quanto ai vitigni, il Cabernet Sauvignon e il Merlot dominano il Bordolese e danno rossi strutturati, il Pinot Nero firma la finezza borgognona, il Syrah la profondità del Rodano, mentre il Grenache, il Gamay, il Cabernet Franc e il Mourvèdre declinano tutti i registri, dal vino di pronta beva al vino da lungo invecchiamento. Tra i bianchi, lo Chardonnay, il Sauvignon Blanc, lo Chenin, il Riesling e il Viognier offrono espressioni che vanno dal vivace e minerale all’untuoso, fino ai grandi vini dolci. Terra di riferimenti e di scoperte continue, la Francia resta la bussola degli appassionati di tutto il mondo.
