Abbinamenti Gastronomici

A tavola con Les Cassagnes de La Nerthe Blanc 2023

Carpaccio di asparagi al parmigiano, filetto di trota con mandorle tostate, risotto di farro di Provenza, pollo arrosto al limone, caprino fresco alle erbe.

I nostri vini per

Château La Nerthe Les Cassagnes de La Nerthe Blanc 2023

177,00 €
(29,50 € / bottiglia)

Un Côtes-du-Rhône bianco firmato La Nerthe, goloso e fresco, tra frutta del frutteto e caprifoglio.

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Francia

icon vin couleur

Vin Bianco

icon alcool

14%

icon garde

da 1 a 5 anni

cepage logo

32% Viognier, 28% Grenache Blanc, 24% Roussanne, 16% Marsanne

Spediamo in tutta Europa e nel mondo, con imballaggio rinforzato.

Tariffe per paese

Parliamo poco, parliamo di vino

Les Cassagnes de La Nerthe Blanc 2023Château La Nerthe

Les Cassagnes de La Nerthe Blanc proviene dal massiccio di Uchaux, una zona intima e boscosa del nord del Vaucluse, nel cuore della valle del Rodano meridionale. Château La Nerthe, tenuta storica di Châteauneuf-du-Pape, vi coltiva vigne su suoli vari di sabbie, argille e frammenti di rocce calcaree molto drenanti. Il clima mediterraneo, caldo e secco, è temperato dal mistral che risana il vigneto.

Dopo una selezione in vigna, le uve di Viognier, Grenache blanc, Roussanne e Marsanne vengono pressate senza attendere, per preservarne tutto il potenziale aromatico. Il mosto viene poi sfecciato, quindi la fermentazione si svolge in vasca d'acciaio a bassa temperatura. Il vino, affinato senza legno per conservarne la freschezza, viene imbottigliato circa sette mesi dopo la vendemmia.

Questo vino rivela note di pera fresca, di albicocca, di pesca bianca, di pesca di vigna, di caprifoglio, di limone, di scorza di pompelmo e di mandorla fresca. Sotto una veste oro pallido dai riflessi verdi, il naso seducente unisce frutta del frutteto e accenti floreali. La bocca è golosa ma fresca, senza pesantezza, e si chiude su un finale ampio, agrumato e leggermente amaro.

Domande frequenti

Tutto su Les Cassagnes de La Nerthe Blanc 2023

A che temperatura servire Les Cassagnes de La Nerthe Blanc 2023?

Tra 10 e 12 °C.

Per quanto tempo si può conservare Les Cassagnes de La Nerthe Blanc 2023?

Potenziale di invecchiamento: da 1 a 5 anni, cioè fino al 2028 circa. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.

Quali vitigni compongono Les Cassagnes de La Nerthe Blanc 2023?

Vitigni: 32% Viognier, 28% Grenache Blanc, 24% Roussanne, 16% Marsanne. Origine: Valle del Rodano, Francia. Gradazione alcolica: 14%.

Con cosa servire Les Cassagnes de La Nerthe Blanc 2023?

Les Cassagnes de La Nerthe Blanc 2023 si abbina a pesce azzurro e carni bianche. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.

Dove si viaggia?

La Valle del RodanoFrancia

La Valle del Rodano distende i suoi vigneti nel sud-est della Francia, lungo il fiume, da Vienne, a sud di Lione, fino ai dintorni di Avignone, per quasi duecento chilometri. Si divide in due zone ben distinte: a nord, un clima continentale temperato, segnato da pendii scoscesi esposti al sole e spazzati dal mistral; a sud, un clima nettamente mediterraneo, caldo e secco, dove lo stesso vento risana le vigne e preserva la freschezza delle uve. I suoli cambiano radicalmente, dai graniti e scisti dei versanti settentrionali ai terrazzi di ciottoli arrotondati, sabbie e argille calcaree del Midi. La regione si distingue per due volti complementari: a nord, il Syrah in purezza per rossi speziati e tesi, accompagnato da Viognier, Marsanne e Roussanne; a sud, uvaggi generosi dominati da Grenache, Syrah e Mourvèdre.

La piccola storia del paese

Francia

Culla della cultura del vino nell’Europa occidentale, la Francia deve le sue prime viti ai Greci di Focea, stabilitisi intorno a Marsiglia circa ventisei secoli fa, prima che i Romani diffondessero la viticoltura lungo il Rodano, la Garonna e fino alla Champagne. Nel Medioevo furono i monaci cistercensi e benedettini a dissodare i pendii della Borgogna e a delimitare pazientemente i climats, gettando le basi della nozione di terroir. L’Ottocento porta la gloria delle classificazioni e poi la catastrofe della fillossera, che distrugge il vigneto prima della sua ricostruzione su portinnesti americani; la creazione delle denominazioni di origine controllata, negli anni Trenta del Novecento, fissa poi le regole che ispireranno il mondo intero. Oggi la Francia si contende ogni anno con l’Italia e la Spagna il primo posto mondiale per volumi e resta il riferimento assoluto del Vecchio Mondo, tanto per i suoi vini da invecchiamento quanto per i suoi modelli di vinificazione. Il vigneto copre quasi tutto il territorio, dal Nord fresco della Champagne e dell’Alsazia alle rive mediterranee della Linguadoca e della Provenza, passando per i climi oceanici di Bordeaux, della Loira e del Sud-Ovest, il clima continentale della Borgogna, i ripidi pendii del Rodano settentrionale e le valli d’altura della Savoia e del Giura. Questo mosaico di suoli, calcari, scisti, graves o ciottoli arrotondati, spiega la straordinaria diversità degli stili. Quanto ai vitigni, il Cabernet Sauvignon e il Merlot dominano il Bordolese e danno rossi strutturati, il Pinot Nero firma la finezza borgognona, il Syrah la profondità del Rodano, mentre il Grenache, il Gamay, il Cabernet Franc e il Mourvèdre declinano tutti i registri, dal vino di pronta beva al vino da lungo invecchiamento. Tra i bianchi, lo Chardonnay, il Sauvignon Blanc, lo Chenin, il Riesling e il Viognier offrono espressioni che vanno dal vivace e minerale all’untuoso, fino ai grandi vini dolci. Terra di riferimenti e di scoperte continue, la Francia resta la bussola degli appassionati di tutto il mondo.

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