A tavola con Maria Colline Novaresi Vespolina 2024
Da gustare con un risotto alle castagne, salumi piemontesi, pasta fresca al ragù di carne o un cotechino accompagnato dalle lenticchie.
I nostri vini per
Parliamo poco, parliamo di vino
Maria Colline Novaresi Vespolina 2024Francesco Brigatti
La cuvée Maria nasce dalle colline di Suno, nelle Colline Novaresi, nel cuore dell'Alto Piemonte. Il vigneto poggia su suoli di origine glaciale, formati da sedimenti fluvio-alluvionali ricchi di limo e relativamente acidi. Queste condizioni, unite al clima fresco e all'influenza alpina, favoriscono una maturazione lenta della Vespolina, vitigno autoctono simbolo della zona. La cuvée porta il nome della figlia di Francesco Brigatti ed esprime con autenticità la freschezza e il carattere speziato dei terroir novaresi.
Le migliori uve di Vespolina, da vigne di circa 30 anni, sono vendemmiate a mano a fine settembre, dopo una selezione dei grappoli direttamente in vigna. La fermentazione si svolge in vasche d'acciaio inox con una macerazione di 6 giorni sulle bucce, che permette di estrarre delicatamente colore, materia e aromi. Dopo la vinificazione, il vino affina 6 mesi in vasche inox, poi prosegue la sua maturazione per almeno 6 mesi in bottiglia. Questo approccio preserva la freschezza, la vivacità e l'espressione naturale del vitigno.
Questo vino svela note di lampone, di amarena, di ribes rosso, accompagnate da sfumature di viola, di rosa, di liquirizia, di pepe nero e di sottobosco. In bocca l'attacco è fresco e vivace, sostenuto da un'acidità dinamica e da tannini fini che apportano struttura e rilievo. La materia, leggera ed energica, privilegia la precisione e la bevibilità piuttosto che la potenza. Il finale, persistente e delicatamente speziato, sottolinea la tipicità della Vespolina e il suo carattere fresco, floreale e pepato.
Dove si viaggia?
Il PiemonteItalia
Uno dei modi migliori per scoprire il Piemonte è attraverso i suoi vini. Percorri la regione e scoprirai tutta una gamma di stili: rossi audaci e da lungo invecchiamento, bianchi secchi e delicati, ma anche vini dolci e spumanti come il Moscato d'Asti. Non è un segreto: il Piemonte è una delle regioni vitivinicole più rinomate d'Italia. La regione si trova nel nord-ovest del Paese. La sua posizione geografica la rende unica, perché confina sia con la Francia sia con la Svizzera: è quindi una delle poche regioni italiane a toccare entrambi questi Paesi. Il Piemonte è una regione montuosa, circondata dalle Alpi, con vaste zone collinari e un paesaggio variegato. Se le condizioni estive per la produzione di vino sono simili tra il Piemonte e la regione di Bordeaux, il primo registra temperature molto più fredde nei mesi invernali e precipitazioni nettamente inferiori durante tutto l'anno grazie all'effetto delle Alpi sulle piogge.
La piccola storia del paese
Italia
Ah, l'Italia, splendido paese edonista, patria della Dolce Vita... ma quanto è complicato orientarsi nella sua organizzazione vitivinicola! La chiave per capire il sistema delle denominazioni in Italia è considerarla come un insieme di piccoli paesi più che come un unico paese omogeneo, perché ogni regione ha il proprio sistema di denominazioni. Eppure l'Italia sa offrire agli appassionati una moltitudine di vini dai sapori e dagli stili vari e unici, e bottiglie piene di sorprese e di creatività. Purtroppo produce anche una grande quantità di vini senz'anima e senza carattere, venduti sotto i nomi più utili e più rinomati sul piano commerciale: Pinot Grigio, Chianti, Valpolicella, Lambrusco, Prosecco e tanti altri...
Ma parliamo un po' di storia: la viticoltura in Italia risale alla più remota antichità e ha origini greche. Gli Etruschi avrebbero introdotto la vite e gli immigrati greci avrebbero migliorato e modificato il patrimonio di vitigni, chiamando poi questa terra "Oenotria": il paese del vino. All'apogeo dell'Impero romano il vino occupava un posto importante nella vita quotidiana e alcune regioni si distinguevano già per l'eccellenza dei loro prodotti. I Romani impiantarono inoltre numerosi vigneti in tutta Europa, lasciando così una testimonianza indelebile della loro espansione.
Oggi l'Italia è il primo produttore di vino al mondo, davanti alla Francia. Il paese è suddiviso in tre zone climatiche. Le montagne del Nord conoscono un clima montano piuttosto rigido. La pianura del "centro dello stivale" è il regno del clima continentale, con inverni freddi ed estati calde e temporalesche. Nella parte "meridionale dello stivale" domina il clima mediterraneo, con estati molto calde e secche, senza dimenticare le isole di Sicilia e Sardegna. In sintesi, l'Italia produce vini di grandissima varietà grazie ai suoi 200 vitigni diversi, molti dei quali autoctoni. Un paese complesso quanto i suoi vini, tutto da esplorare!
Tutto su Maria Colline Novaresi Vespolina 2024
A che temperatura servire Maria Colline Novaresi Vespolina 2024?
Tra 16 e 18 °C. Un'ora in caraffa lo aiuta ad aprirsi.
Per quanto tempo si può conservare Maria Colline Novaresi Vespolina 2024?
Potenziale di invecchiamento: da 5 a 10 anni, cioè fino al 2034 circa. Conservate la bottiglia coricata, al riparo dalla luce, a circa 12 °C.
Quali vitigni compongono Maria Colline Novaresi Vespolina 2024?
Vitigni: 100% Vespolina. Origine: Piemonte, Italia. Gradazione alcolica: 13%.
Con cosa servire Maria Colline Novaresi Vespolina 2024?
Maria Colline Novaresi Vespolina 2024 si abbina a aperitivo e piatti vegetariani. Le nostre idee di piatti sono nel riquadro degli abbinamenti, in cima alla pagina.
